Maltas A., Charles R., Bovet V., Sinaj. S.
Agrarforschung Schweiz 3(3), 156-163, 2012
Dal 1976 a Changins sono testate le conseguenze dell’uso di diversi fertilizzanti organici (senape da sovescio, paglia di cereali, 35 e 70 t ha-1 di letame ogni 3 anni e 60 m3 ha-1 di liquame ogni 3 anni). Questo studio analizza i loro effetti a lungo termine (34 anni) sulla resa delle colture, il bisogno di concimazione azotata e lo stock d’azoto (N) minerale nel suolo. Quando N non è limitante, i fertilizzanti organici producono degli effetti contrastati sulla resa in semi delle colture. Nell’anno dell’apporto organico e negli anni successivi, letame e liquame aumentano la resa delle colture rispetto al testimone senza fertilizzante organico, mentre l’inclusione di sovescio e la restituzione sistematica di paglia di cereali la diminuisce. Tuttavia, questi effetti, sulla media di questi 34 anni di prove, restano deboli. Per contro, quando l’azoto è limitante, i concimi organici raggiungono tutti un effetto retroattivo positivo sulla resa delle colture. L’effetto diretto (nell’anno dell’apporto) di fertilizzanti organici può essere positivo o negativo. Il sovescio senza apporto di concimi accresce i bisogni di fertilizzanti azotati nell’anno della sua distruzione, ma li riduce l’anno seguente. Quando è concimato con 60 kg di N ha-1, riduce i propri bisogni sia nell’anno della sua distruzione fino all’anno successivo. Il valore fertilizzante della paglia da cereali è insignificante. Nei tre anni successivi al loro apporto, letame e liquame riducono le esigenze in fertilizzante N in modo significativo. Quando il valore fertilizzante del letame non è preso in considerazione, lo stock di azoto minerale presente al raccolto risulta più elevato nei procedimenti con letame rispetto al controllo senza fertilizzanti organici.
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Key words: crop yield, organic fertilizers, nitrogen fertilization, long-term field experiment.
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